Dei libri cartacei e della malinconia
Ci sono libri che ti accompagnano per fasi estese della tua vita, come può testimoniare qualunque “Potterhead” sulla Terra. Io, di mio, a furia di rileggere i romanzi della Rowling ho rotto la copertina cartonata. E sono uno che ai libri ci tiene eh, solo che li ho riletti davvero troppe volte. Poi c’è “Uomini d’Arme” di Terry Pratchett, innegabilmente uno dei miei libri preferiti. Lo lessi per la prima volta a circa dieci anni, non capendoci quasi nulla. Capii la storia, non ero un piccolo idiota, ma tutte le piccole sfumature di umore dei personaggi, il grande amore di Pratchett per la razza umana, la sottile morale che permea almeno il “Ciclo della Guardia”, l’ironia, quasi sempre sottilissima, mi sfuggirono. Perché avevo dieci anni. Mi dimenticai quel libro nella nostra casa al mare, un rudere a settecento chilometri da dove abito, ma non me ne preoccupai, confidando che l’avrei trovato lì al mio ritorno l’anno seguente. Non c’era. Con ogni probabilità mia nonna, che andò nel...