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La mia quinquennale filippica social che non è mai avvenuta

 Sono meglio di voi perché non vomito in pubblico e non pretendo di essere apprezzato Di solito mi tengo alla larga dalle discussioni social perché le ritengo occasioni in cui due scimmie si lanciano merda addosso urlando e battendosi forte il petto. Ogni tanto, più raramente possibile, ho espresso la mia opinione su quanto mi siate fastidiosi voi che alimentate il chiacchiericcio social. Anche solo scrivere questo post mi è di indicibile fatica perché innesca in me un conflitto insanabile tra il vomitarvi addosso la mia bile e fare quello che ho fatto negli ultimi 1823 giorni: osservare, incazzarmi e andare a dormire. A volte scrivere un post iroso, arrivare alla fine e poi cancellare tutto. Perché non mi piace vomitare in pubblico e pretendere di venire applaudito. Però mi avete stancato, mi ha stancato la vostra indignazione da fast food rimpiazzata da quella seguente nello spazio di una digestione, il vostro subire supino tutte le stronzate che vi bevete da mattina a sera e il ...

CONTRO IL DIRITTO DI PAROLA: UN TITOLO CLICKBAIT

"Non è paradossale che tu voglia esprimerti contro il diritto di parola?" Sì, Infatti è clickbait. Ho fatto il test di QI del MENSA, che non è un istituto che si occupa di alimentazione ma un' associazione che si occupa di raggruppare le persone con un quoziente intellettivo superiore al novantottesimo percentile. Cosa significa? Che se entri a far parte del MENSA pensi molto in fretta, in breve. Io sono caduto esattamente nel 50° percentile, ovvero ho un cervello che funziona a velocità perfettamente normale. "Cosa ti dà il diritto di aprire bocca, allora?" 1°: niente 2°: compenso la mia velocità di pensiero pensando tantissimo , spiralizzandomi attorno a delle enormi cazzate quasi fino a sfiorare la paranoia. Forse. Se a volte ho delle idee decenti è perché qualcosa mi ha ossessionato per tempo sufficiente a giungere ad una conclusione: siete il pubblico della mia nevrosi. È una settimana circa che mi arrovello sul libro che ha scritto una: "Odio gli  Uo...

Bojack Horseman e l’appropriazione culturale - Un fatto, delle opinioni, una confessione ed una riflessione

  [...] but look, for a lot of people life is just one long, hard, kick in the urethra [...] Bojack Horseman S1E01 My point is, I don’t understand how people live. It’s amazing to me that people wake up every morning and say “Yeah, another day, let’s do it!!!” How do people do it? Bojack Horseman S2E12 Ok, la questione è questa: Bojack Horseman è probabilmente la migliore produzione Netflix di tutto il catalogo. Non è esente da difetti, certo, soprattutto verso la metà (principalmente le stagioni 3 e 4), ma è una di quelle che ne vanta il numero minore, ed è piaciuta ad un sacco di gente. Questo è fattuale. Da qui, in poi, invece, entriamo nel campo delle opinioni. Non sono un psicologo e potrei peccare di imprecisione, ma voglio lasciare tutto molto colloquiale per virtù di comprensione. Sono convinto che esistano due tipi di depressione: la depressione clinica è quella che viene definita “disturbo depressivo maggiore”, è una patologia terrificante che deve essere affr...

Domande sul formicacavallettismo

Una prospettiva pessimista sul rodimento di culo nell’era del Covid-19 “E qual è una rottura di cazzo di livello dieci?” -“Rocco Schiavone”, S01E01 [Disclaimer: Questo post è stato interamente scritto sotto l’influsso di un’emozione che i francesi chiamano “rodimento di culo”. Chiedo scusa in anticipo se risulterà più sconclusionato del solito. Indulgerò anche nello sfoggio della lingua d’Albione per le stesse ragioni.] C’erano una volta una cavalletta e una formica. D’estate la formica raccoglieva semi, molliche e brandelli di carne strappati da carogne putrscenti per metterli da parte per l’inverno. La formica sapeva, nell’immensa saggezza di cui era capace col suo microscopico cervello, che quando la neve avrebbe coperto di una gelida coltre il terreno, l’unica alimentazione disponibile sarebbe stata la zuppa di ghiaccio. La formica sapeva inoltre, nell’immenso snobismo che contraddistingue tutta la sua razza, che la zuppa di ghiaccio farà anche ridere, ma andare avanti tutto l’in...

Counting to 10

Counting to 10 as in depht as I can guide for modern Infect   Table of Contents [ hide ] Introduction Phylosophy Infect playstyle born back during the Scars of Mirrodin block, where we saw for the first stime the keyword "Infect". A creature with this keyword deals damage in form of -1/-1 counters to other creatures and in form of "Poison Counter" to players. Since a player that gets 10 or more Poison Counters lose the game, a strategy that aim to deal these 10 damage as fast as possible started to rise. In 2011, when Modern Format came out, there where an Infect build that runned  Blazing Shoal  with  Progenitus  along with all the card selection available at the time to kill the opponent on T2/T3. Many bans occurred and Infect got ups and downs since then. I will take the UG build as a base and start from there to breakdown all the variants that come at my mind PROs and CONs Pros: Games are usually over at turn 5 or turn 6; You're running kind of an u...

L’insostenibile pesantezza dell’essere un cavallo - Analisi a freddo dell’ultima stagione di BoJack Horseman

Come detto in un precedente articolo, BoJack Horseman parla di depressione. BoJack stesso è inequivocabilmente depresso. Gli autori ci fanno capire durante tutte le sei stagioni che non è TOTALMENTE colpa sua, se è diventato ciò che è. “Horsin’ Around”, la famosa sitcom che viene menzionata anche nei titoli di testa ha placato, finché è durata, la sete di approvazione di BoJack, approvazione che non è mai provenuta dai suoi genitori e che il protagonista ha cercato ininterrottamente durante tutta la sua vita, come ci viene fatto vedere durante tutto il primo episodio (“A Horse Walks into a Bar”). Come molte altre volte (il ruolo da protagonista in “Secretariat”, il percorso fino agli Oscar, “Philbert”) BoJack inizia la sua riabilitazione, stavolta da quello che è stato il fantasma (o la scimmia sulla spalla) che lo ha accompagnato per tutta la sua vita, quello dell’abuso di sostanze, ma la riabilitazione intrapresa da BoJack è soprattutto una riabilitazione di sé ai propri occhi, una ...

Undone, Frozen e I’m not okay with this: un’analisi della malattia mentale sullo schermo

Che cos’hanno in comune una giovane donna con il padre morto, una principessa di un regno molto a Nord e un’adolescente (anch’essa senza padre) alle prese con l’arrivo in una nuova scuola? Tutte e tre hanno dei poteri, e tutti e tre i poteri (SPOILER) sono la metafora di una malattia mentale. Andiamo con ordine. Undone è una serie del 2019 per Amazon Prime Video, scritta da Raphael Bob-Waksberg (sì, lo stesso di Bojack Horseman) e Kate Purdy. La protagonista è Alma (Rosa Salazar) che dopo essere scampata ad un incidente d’auto scopre di poter manipolare il tempo. La guida alla scoperta di questo nuovo potere sarà suo padre (Bob Hodenkirk), defunto in un incidente d’auto. Durante le dieci puntate seguiamo Alma nel labirinto del tempo. La vediamo mollare il ragazzo con cui convive e litigare con sua sorella e sua madre. In breve, la vediamo allontanare tutti coloro che le stanno accanto in nome di un bene superiore, il suo potere di viaggiare attraverso il tempo, e la scoperta de...